The Last of Us

dhrDal stio: http://gamesurf.tiscali.it

Shut up and take my money.
Volendo, la recensione potrebbe finire qui. Sarebbe stupido andare oltre e perdere troppo tempo per descrivere un gioco che si DEVE avere, a tutti i costi. Se è vero che il dolce si serve sempre a fine pasto, beh, signori, questa è la vostra torta preferita. Se, però, volessimo proprio spendere qualche minuto per parlare di The Last of Us, potremmo iniziare nel dire che difficilmente ci siamo trovati di fronte ad un prodotto così ben confezionato, diretto e interpretato. Un terminologia cinematografica che ben si sposa con l’ultimo nato in casa Naughty Dog, e che è un onore interpretare come protagonisti assoluti.  Volendo, potremmo proseguire nella nostra disamina parlando di come la bellezza di The Last of Us parta proprio dal come i Naughty siano riusciti a delineare i contorni dei personaggi, del contesto entro cui si muovono, vivono e combattono. Di un mondo ormai disfatto da una misteriosa epidemia che ha reso la maggior parte della popolazione simile agli infetti immaginati da Danny Boyle nel suo “28 giorni dopo”. Le prime due ore di gioco ci vedono più come spettatori, le parti giocate sono in decisamente poche ed è da considerarsi come un macro-tutorial che ha il merito di non annoiare. Un periodo di tempo insolitamente lungo, in effetti, ma che è servito al team di sviluppo per tratteggiare al meglio il mondo entro cui dovremo operare, tra eserciti, bande di criminali e infetti che nel corso degli anni hanno subito svariate mutazioni che li rendono ancora più pericolosi rispetto al punto d’origine.  (leggi articolo) 

creatore  Luca Gambino – 05-06-2013


dal sito:  http://www.spaziogames.it

Quando una software house guadagna il favore della critica praticamente all’unanimità, è inevitabile che venga circondata da attenzioni e pressioni provenienti sia dai distributori che dal pubblico, sempre desiderosi di nuovi prodotti di qualità. Più si va avanti e più diventa arduo mantenere livelli qualitativi adeguati, rinnovarsi e soddisfare appieno le pretese dei più, vuoi per un blocco creativo, per disguidi organizzativi o tempistiche per una volta mal calcolate. Sono poche le case riuscite ad andare avanti per la loro strada senza mai inciampare, e persino alcune tra le più acclamate recentemente hanno fatto passi falsi o scontentato i loro fan con mosse di furbizia discutibile.

Naughty Dog no.
L’azienda californiana non ha mai realmente deluso, sfornando sempre dei must have criticabili solo quando paragonati alle loro stesse opere e guadagnandosi di diritto il titolo di punta di diamante di mamma Sony. Più di un sopracciglio tuttavia si è alzato quando i nostri hanno presentato il loro ultimo lavoro, The Last of Us, un action adventure con elementi survival, basato fondamentalmente sull’ennesima variante sul tema degli zombie. “Uncharted coi non morti”, dicevano i meno informati, “un survival horror con il graficone” affermavano altri ancor meno preparati sull’argomento, eppure il team non si è scomposto ed è andato avanti svelando poco o nulla dell’opera, con l’incedere sicuro di chi sa di avere un asso decisivo nascosto nella manica.
Noi abbiamo chiaramente seguito il gioco con attenzione e curiosità durante tutto il suo sviluppo, accompagnati da molti dubbi e qualche pratica certezza. Ora lo abbiamo finalmente completato, giocandolo fino allo sfinimento. Lo vedete il voto in cima alla pagina? No, non è un illusione ottica, né un bug del sito. Siamo davvero davanti a qualcosa di memorabile.   (leggi articolo) 
autore:  Aligi Comandini 05/06/2013
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