Sacred Citadel,

Dal sito:  http://www.spaziogames.it

Se avete vissuto l’era delle sale giochi sul finire degli anni 80/ primi anni 90 non potete non amare gli hack ‘n’ slash a scorrimento. Essere cresciuti con Double Dragon, i vari Golden Axe e Dungeons & Dragons ha lasciato in noi un ricordo bellissimo e, sebbene siano veramente pochissimi i titoli recenti di valore, ogni volta che uno sviluppatore tenta di dare una spolveratina al genere la nostra voglia di metterci le mani sopra sale sempre in maniera pasmodica.
Qualcuno vi è riuscito e titoli come Castle Crasher, sono stati in grado di svecchiare la formula grazie a un character design di primo piano ed una longevità più che soddisfacente. Molta era la curiosità quindi intorno a Sacred Citadel, spinoff di una serie che si appresta ormai a raggiungere il traguardo del terzo capitolo, un gioco che prometteva di far faville, forte di una narrazione profonda e di un impatto visivo più che soddisfacente.
Finalmente il titolo è arrivato sui vari canali di digital delivery, sarà valso attenderlo tutto questo tempo?   Long, long time ago
Quello che doveva essere uno dei punti saldi di Sacred Citadel si sgretola dopo i crediti iniziali. La trama infatti, che dovrebbe fare da preludio per il terzo capitolo, fatica a lasciare il segno e anche in quanto a profondità lascia non poco a desiderare. L’impero vuole sfondare le porte della cittadella custodita dai serafini e per farlo ha dato vita al Gatebreaker, essere dalla potenza distruttiva incredibile, insufficiente tuttavia a penetrare nella fortezza. Solo due ulteriori artefatti possono permettergli di sfondare i sacri cancelli, constringendo l’impero ad affidarsi alle tribù dei Grimmoc per recuperarli, rozzi orchi brutali e abbastanza stolti da farsi ingannare senza troppi problemi.  (leggi articolo)

autore; Tommaso Valentini (FireZdragon) del 


 

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