Neverwinter.

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Nel sempre più affollato e competitivo genere degli MMO distinguersi è ormai quasi impossibile. Ci sono prodotti di tutti i tipi, che coprono quasi ogni ambientazione, stile di gioco o sistema di sviluppo disponibile. Con l’ormai sola strada percorribile del modello senza sottoscrizione mensile,vari sviluppatori si sono rimessi in gioco, con risultati più o meno soddisfacenti. Tra costoro, i Cryptic, veterani del genere con alle spalle lavori apprezzati da una larga fetta di utenza come City of Heroes e Champions Online.

Il nome della casa attualmente non fa certo sobbalzare critici e pubblico appena nominato, ma il supporto di Perfect World ha permesso ai suoi sviluppatori di rimettersi al lavoro su un nuovo progetto, un lavoro con una licenza di notevole importanza che non è possibile approcciare con superficialità. Parliamo delle licenza di Dungeons & Dragons e più precisamente dell’universo dei Forgotten Realms, qui utilizzata per dare vita a un gioco di nome Neverwinter. Abbiamo avuto modo di testarlo durante l’ultimo beta weekend, ecco le nostre impressioni.
ear no drows, see no evil?

Neverwinter prende gran parte del suo lore, delle locazioni e dei personaggi principali daiForgotten Realms, come abbiamo appena detto, più precisamente dalla quarta edizione di D&D (non esattamente apprezzatissima tra i puristi, per la sua volontà di “allargare le maglie” della complessa infrastruttura del gdr). Pur recuperando alcuni elementi tipici dal Pen & Paper più giocato di sempre, il lavoro dei Cryptic si limita a sfruttare il tiro dei dadi in forma limitata solo durante la creazione del personaggio, per abbandonare poi il sistema dell’ultima edizione in virtù di un gameplay nettamente più indicato per un MMO.
autore Aligi Comandini (Pregianza) del 

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