Bioshock Infinite

Dal sito  : http://www.spaziogames.it 

Ci sono giochi il cui arrivo non smuove foglia, che divengono improvvisamente dei successi stratosferici grazie al passaparola o a qualche idea originale e ben applicata. Ci sono poi titoli esibiti come una seconda venuta del messia, elogiati come capolavori rivoluzionari prima ancora dell’uscita e desiderati ardentemente da milioni di videogiocatori speranzosi di veder ricomparire ancora una volta la scintilla della creatività nell’industria, e magari di assistere all’incendio da questa scaturito.

Bioshock Infinite ha superato la definizione di “titolo bramato dalle masse”. E’ stato presentato come il vero successore di quel Bioshock da molti considerato uno dei migliori fps di sempre, eKen Levine, tra i più grandi game designer in circolazione, si è esposto come mai prima d’ora per pubblicizzarlo e assicurare l’utenza che la sua ultima opera avrebbe rispettato le impressionanti aspettative del pubblico pagante. Parliamo di un uomo il cui nome viene appaiato ad alcuni dei più incredibili pezzi di storia del videogame, una figura che non è solita parlare a vanvera e del cui operato è difficile dubitare. Eppure la spinta propagandistica è stata così poderosa da far venire più di qualche ripensamento anche ai devoti. Tanta, forse troppa la pubblicità positiva per Infinite e lunghissima l’attesa, resa ancor più nervosa dalla partenza di alcuni membri di spicco del team durante lo sviluppo.   (leggi articolo)
autore  Aligi Comandini (Pregianza) del 

Tra i giochi più attesi del 2013 Bioshock Infinite occupa una posizione di assoluto rilievo. Quello che tutti attendono è un FPS diverso dai soliti Call of Duty, Crysis e Battlefield; capace d’immergere totalmente in una realtà completamente nuova ma allo stesso tempo non così lontana. Uno shooter che tratta ambiziosamente il combattimento come una delle tante componenti all’esperienza videoludica, fondata principalmente sulla minuziosa caratterizzazione del contesto, sulla costruzione di vicende e personaggi che sappiano lasciare il segno, emozionare.
In tutto questo l’opera Irrational Games primeggia senza riserve. Rimanendo esclusivamente in ambito shooter, dopo RaptureColumbia è certamente l’ambientazione più intrigante realizzata in questa generazione. Una città viva e pulsante, ma allo stesso tempo decadente. Fondata sugli ideali granitici dell’America dei primi ‘900 e dilaniata dall’interno, dietro alla facciata fulgida e splendente dell’esibizionismo a stelle e strisce, da conflitti insanabili e ciechi moralismi. (leggi articolo)
autore Andrea Vanon 25/03/2013 

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