Capcom Arcade Cabinet

Dal sito :  http://gamesurf.tiscali.it

Un tempo esistevano dei luoghi strani, quasi magici, che ormai sopravvivono solo nella memoria dei giocatori di vecchia data e nello scantinato di qualche collezionista più o meno facoltoso. Si chiamavano Arcade o Sale Giochi. Oggi, quando sentiamo questo termine pensiamo erroneamente alle squallide sale videopoker (ormai divenute illegali) o videoslot: una sorta di bische legalizzate dove, mentre il gestore si arricchisce, lo stato prende la sua bella percentuale. Ovviamente tutto ciò a scapito dei poveri disgraziati che scialacquano velocemente i loro averi nelle famigerate macchinette, nell’illusione di una vincita che non arriverà mai, o quantomeno non risarcirà mai la spesa effettuata. Ebbene, un tempo non esisteva questo flagello elettronico e le Sale Giochi erano piene di cabinet, videogames allegri e colorati che offrivano diversi minuti di divertimento per una manciata di centesimi. O meglio, in cambio delle ormai scomparse monetine da “cento o duecentolire”. Questi monoliti di legno fantasiosamente variopinti e muniti di classici joystick arcade (spesso della mitica azienda nostrana Edierre) avevano un monitor CRT incastonato ed una gettoniera spesso stracolma, che i più fortunati vedevano svuotarsi per mano del gestore, il quale in un impeto di generosità talvolta donava partite gratis agli astanti.  (leggi articolo) 

autore: Massimiliano Pacchiano (14-03-2013)


 

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