Far Cry 3

600x-1Dal sito http://gamesurf.tiscali.it

Dopo un secondo episodio che ha lasciato l’amaro in bocca, la serie Far Cry è pronta a proporre la terza avventura che, abbandonata la savana, ci porta nuovamente nell’esotico paesaggio dell’oceano pacifico, in un atollo dai tipici connotati tropicali. Abbiamo passato diverse ore in compagnia dei protagonisti del gioco e vissuto e loro avventure, e siamo pronti a regalarvi i nostri primi commenti.

La via del guerriero

Di Far Cry 3 vi abbiamo parlato diverse volte nell’arco di questi mesi che ci hanno separato dalla sua uscita. Come sicuramente già saprete, il titolo ci mette nei panni di Jason Brody che insieme al fratello Grant, la fidanzata Liza e un altro gruppetto di amici decide di passare la vacanza da sogno in uno splendido paradiso tropicale a suon di bagni, feste e attività spericolate. A seguito di un lancio con il paracadute i ragazzi si troveranno sulla sconosciuta Rook Island, un isola che solo nell’apparenza sembra il luogo ideale per una vacanza da sogno, ma che al suo interno nasconde scontri tra fazioni, segreti millenari e tanti, tantissimi elementi tutti da scoprire. (leggi articolo)

autore:  Roberto Vicario (21-11-2012)


Dal sit:  http://www.eurogamer.it

Quando si parla di Far Cry, una delle cose che non viene in mente di raccontare per prima è la trama. La deriva estrema verso l’open world del titolo Ubisoft mette infatti il giocatore al centro di un microcosmo, dove la storia principale è solo uno degli elementi che si inseriscono nel solitamente vastissimo contesto.

Far Cry 3 non fa eccezione e raccoglie l’eredità del suo predecessore, ma prima di lasciarlo alle prese con spiagge esotiche, viste mozzafiato e fauna locale col rischio che si distragga troppo, si cura di dare immediatamente una bella accelerata alla trama. Un paio di sguardi veloci ai personaggi, qualche clip che mostra di sfuggita l’isola, e il diario di viaggio del giovane Jason Brody diventa un incubo dove il cattivo e ormai conosciutissimo Vaas la fa da padrone.

Le prime decine di minuti in Far Cry 3 passano così, col nostro alter ego Jason Brody che si ritrova nei panni del fuggitivo terrorizzato ma pronto a intraprendere un viaggio tra la vendetta e il misticismo che farà da trama portante. Una fase che introduce tante cose nel minor tempo possibile, probabilmente nella fretta di dare al giocatore il minimo che serve per orientarsi sulle isole Rook. Il risultato è una fase piuttosto macchinosa ma probabilmente inevitabile, il male minore che si poteva scegliere per presentare il necessario e toglierselo di torno. Poco male, in virtù del fatto che Far Cry 3 sa il fatto suo in tema di caratterizzazione, soprattutto (ma non solo) nel caso di Vaas, che non a caso è stato messo al centro di molti trailer del gioco. (leggi articolO)

autore: di Emiliano Baglioni  mercoledì, 21 novembre 2012

 

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