Resident Evil 6,

 

Dal sito:  http://gamesurf.tiscali.it

La serie di Resident Evil sin dalla sua prima uscita – nel non troppo lontano 1996 – è riuscita ad ammaliare milioni di giocatori che si sono fatti coinvolgere, con centinai di ore passate insonni, nel cercare di vendere cara la pelle contro una famelica orda di zombie. Altrettanto innegabile è il fatto che da Resident Evil 4 il trend si sia incredibilmente spostato verso una componente action sempre più forte e tangibile. Trasformazione che, dopo le avvisaglie percepite in Resident Evil 5, mira a completarsi definitivamente  in questo sesto capitolo.

Trama Hollywoodiana

È bene dirlo sin dall’inizio, senza paura e con la schiettezza che ogni fan di questa serie, giustamente, merita: Resident Evil 6 non è un survival horror. Usando le stesse parole del producer del gioco (Hirabayashi San) pronunciate durante un’intervista di qualche mese, il titolo si può definire un action dramatic horror. Il termine dramatic è molto importante, perché spiega la massiccia introduzione di scene squisitamente cinematografiche e ricche di sparatorie, esplosioni e distruzione da rendere felice anche un produttore come Jerry Bruckheimer.

Il gioco, ad onor del vero, non cerca di nascondere questa sua natura e sin dal prologo giocato con Leon e la sua compagna Helena Harper, sbatte in faccia al giocatore la nuova natura del prodotto. Ma cerchiamo di andare con ordine.

La storia, ambientata quindici anni dopo l’incidente di Racoon City, ci porta all’interno di un contesto abbastanza tumultuoso, in cui il presidente degli Stati Uniti d’America, per lavare l’onta che aleggia sulla testa del suo paese, decide di raccontare la verità su quanto è accaduto in quella città. A rompere le uova nel paniere ci penserà però, una nuova organizzazione bio terroristica che grazie ad una versione mutata del virus (virus C) sta mettendo in pericolo diverse paesi del mondo, tra cui  l’America ma anche il nordest europeo e la Cina. (leggi articolo)

autore: Roberto Vicario 01-10-2012


Dal sito:  http://www.spaziogames.it

I primi due Resident Evil hanno rappresentato un punto di svolta per milioni di videogiocatori. Tanti, tantissimi amanti del gaming hanno provato il brivido della paura impersonando i personaggi creati da Capcom e sono arrivati ad amare tale sensazione di tensione continua, in grado di rendere anche il più calmo dei momenti una minaccia per i nervi. Probabilmente è per questo motivo che la serie oggi è in grado di spaccare l’utenza videoludica come poche altre. Da una parte ci sono coloro che vedono l’atmosfera e il terrore dei primi capitoli come un’età dell’oro perduta e desiderano riviverla, dall’altra presenziano giocatori meno attaccati al genere horror, a cui importa solo un gameplay finemente curato.
Parliamoci chiaro, l’intenzione di Capcom è sempre stata quella di muoversi verso la seconda direzione, perché non è facile spaventare masse sempre più desensibilizzate, ed è un’impresa disperata mantenere alta la tensione quando si danno un sacco di mezzi e possibilità ai protagonisti a forza di innovazioni nei controlli. Resident Evil 5 fu additato da molti puristi come il diavolo responsabile di questo cambio di direzione, eppure fin da Resident Evil 3 il terrore era andato parzialmente in vacanza, restando bello tranquillo sulla spiaggia anche nel rivoluzionario quarto capitolo, nonostante l’atmosfera cupa e la furbizia dei nuovi nemici.
Ora è giunto il momento di Resident Evil 6, presentato come il titolo più esteso e variegato della saga, e pensato per accontentare anche chi sentiva la mancanza di zombie in putrefazione e balzi dalla sedia. Ce l’avranno fatta gli sviluppatori a creare una sorta di enciclopedia omnia della serie capace di accontentare tutti? Ve lo diciamo subito, no. Ma questo non significa che non abbiano sviluppato un buon titolo. (leggi articolo)
autore: Aligi “Pregianza” Comandini – del 03/10/2012

 

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