Hell Yeah! L’ira funesta del coniglio morto

Dal sito: http://www.spaziogames.it

Da un po’ di tempo a questa parte, il senso dell’umorismo ha cominciato a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo dei videogiochi. Easter egg e citazioni pop spuntano come funghi anche nei titoli dai toni più sostenuti o seriosi, e riescono sempre a strappare qualche piacevole risata a chi impugna il pad. I ragazzi di Arkedo hanno voluto portare questa specie di “tradizione” a un livello completamente nuovo, basando un progetto intero sul fattore ironia e riempiendolo di battute che potessero essere recepite in modo particolare da chi macina ore ed ore davanti a uno schermo. Il risultato si chiama Hell Yeah! L’ira funesta del coniglio morto, un platform assolutamente folle che vuole fare del suo stile sopra le righe la sua carta vincente, il suo indomabile cavallo di battaglia. In effetti è così: la strafottenza del gioco è davvero coinvolgente, ma nella disperata ricerca di una caratteristica che potesse renderlo unico, il titolo ha finito per peccare di presunzione dimenticando di rispettare i fondamentali del genere. Cerchiamo di capire insieme il perché.

Il coniglio demoniaco e la sua quest sanguinaria
I ragazzi di Arkedo Studio non devono essersi impegnati più di tanto per escogitare una trama, d’altronde tutto ciò che serviva loro era una piccola premessa per dare inizio alle danze e scatenare il divertentissimo humor di Hell Yeah. Il breve video introduttivo ci presenta quindi Ash, principe delle tenebre nonché coniglio demoniaco la cui reputazione viene messa in pericolo quando un sospetto malfattore decide di fotografarlo mentre fa il bagno con la sua paperella nazista (soprannominata, pensate un po’, “ducktator”). Il nostro scheletrico e infernale protagonista decide quindi di far fuori cento mostri per placare la sua ira e, allo stesso tempo, dare nuovo lustro al suo nome e a quello della sua famiglia. Così nasce la missione che a grandi linee guiderà il gioco per le oltre sette ore che ha da offrire, ore condite da personaggi tanto spassosi quanto inquietanti che, in quasi ogni dialogo, saranno capaci di divertire in modo bizzarro e originale. Basti pensare a Nestor, il roseo polipo con la tuba che, tra un consiglio e l’altro, si rivelerà un gran bevitore simile per certi versi al fedele maggiordomo di Batman, Alfred. Uno dei tanti simpatici figuri con cui Ash potrà dare libero sfogo al suo caratteraccio e regalarci vari riferimenti a Sonic, i Chaos Emerald o quant’altro gli passi per la testa in quel determinato momento.  (leggi articolo) 

autore: Andrea “jewel” Rubino – del 06/10/2012


 

 

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