Foreign Legion: Multi Massacre

Dal sito : http://www.spaziogames.it

Il mondo degli sparatutto in terza persona è popolato da produzioni di tutti i tipi, che spaziano da quelle tripla A – come la saga di Cliff Bleszinski – a quelle low budget, le quali, tuttavia, riescono ugualmente spesso ad offrire un’esperienza di gioco che rende giustizia ai pochi euro spesi per l’acquisto.
Esistono tuttavia titoli che non si collocano in nessuna delle categorie sopracitate ed uno di questi è sicuramente Foreign Legion: Multi Massacre, insolito progetto sviluppato da Sakari Indie. Vediamo insieme perché.

L’inizio della fine
Partiamo subito col dirvi che l’offerta ludica di Foreign Legion: Multi Massacre è piuttosto scadente. Una volta entrati nel menu di gioco sarà possibile accedere al solo comparto multigiocatore che ci obbligherà a rimanere connessi ad internet per tutta la durata della sessione. Le quattro mappe disponibili offrono varianti piuttosto simili tra di loro, e il nostro compito principale sarà quello di armarci e mantenere il possesso di una base evitando l’invasione di soldati nemici che ben presto si mobiliteranno per ottenerla. Talvolta capiterà di dover difendere un obiettivo specifico, come per esempio un edificio barricato in cui sono rinchiusi dei civili, o di dover controllare diversi punti della mappa segnalati da oggetti abbastanza insoliti (per esempio baguette, bottiglie di vino o pezzi di formaggio) e, conseguentemente, proteggerli.
A nostra disposizione avremo tre diversi tipi di armi: si va dalla semplice mitragliatrice al più letale lanciarazzi, seppur si scopra ben presto come non vi siano particolari differenze tra di esse. Colpire alla testa un nemico ne comporta l’uccisione istantanea a prescindere dall’equipaggiamento utilizzato, e già dopo qualche minuto vi attiverete per mirare solamente la parte superiore del torace così da poter fare una strage con il minimo sforzo, anche perché l’assenza di unità più forti o boss di qualsiasi tipo mantengono il livello di sfida davvero basso. Diversamente da quanto ci si possa aspettare, inoltre, non si potranno raccogliere eventuali munizioni droppate dagli ostili appena uccisi, fattore che spesso costringerà a correre all’impazzata per la mappa all’ardua ricerca di rifornimenti. Nel caso in cui un colpo nemico ci uccidesse, sarà necessario attendere quindici secondi per il respawn automatico o la raccolta di un medikit da parte di un commilitone.
Se da un lato il gameplay di questa prima modalità non offre nulla di innovativo o comunque interessante rispetto a quanto già visto e rivisto nell’intero panorama videoludico, è da sottolineare, dall’altro, come la seconda variante di gioco riesca in parte a divertire, nonostante risulti un po’ macabra. Per potervi accedere dovremo equipaggiare un salvagente acquistabile nella schermata di personalizzazione del nostro soldato e, una volta fatto, ci ritroveremo nel bel mezzo dell’oceano, dove potremo prendere parte ad un tiro al piattello piuttosto originale: al posto del classico oggetto circolare vi saranno dei delfini che, legati a numerosi candelotti di dinamite rossa, si muoveranno davanti a noi saltando fuori dall’acqua e il nostro compito sarà quello di colpirne il più possibile entro il tempo limite. Nonostante sia una modalità abbastanza interessante e fuori dagli schemi, bisogna evidenziare le svariate problematiche che emergono già dopo qualche minuto: gli animali marini continueranno a muoversi finché non raggiungeranno il largo e, nel caso in cui incontrassero una nave lungo il loro tragitto, andranno a sbatterci contro come se nulla fosse, rimbalzando e spiccando il volo in modo abbastanza ridicolo. Una maggiore cura nel calcolo delle collisioni e in altri piccoli dettagli avrebbe sicuramente giovato alla qualità complessiva del titolo.  (leggi articolo)

autore; Niccolò “Nitro” Forlini – del 30/07/2012


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