Deadlight

Dal sito http://www.spaziogames.it

Gli zombie sono ormai più un’icona dei videogiochi che un semplice nemico. Dopotutto si tratta dell’avversario perfetto: sono già morti dunque la loro eliminazione non comporta grossi dilemmi morali, sono numerosi, pericolosi quanto basta, e la loro presenza implica una situazione post apocalittica sfruttabile in un numero infinito di modi. La loro utilità ha portato gli sviluppatori a usarli fino allo sfinimento, e ogni due per tre si viene a sapere dello sviluppo di un nuovo titolo ad essi dedicato. Eppure qualche gemma nascosta nel calderone di zombie games c’è, specie se si va a guardare nella nicchia della distribuzione digitale.
La perla di cui parliamo oggi si chiama Deadlight, un’esclusiva Xbox Live sviluppata dalla software house spagnola Tequila Works. Ora, sappiamo che la Spagna è scarsamente presa in considerazione quando si tratta di videogame, ma fareste male a partire prevenuti in questo caso. Dovete infatti sapere che il piccolo studio conta tra i suoi membri ex programmatori Blizzard e Sony, e sembra aver tutte le carte in regola per sfondare. Vediamo se l’apocalisse zombie ha mantenuto il suo fascino anche in formato arcade.
L’uomo con la barba è sempre quello con più probabilità di sopravvivere
In Deadlight vestirete i panni di Randall Wayne, burbero ex sceriffo alla ricerca della sua famiglia, dopo che i non morti hanno trasformato la terra in una landa desolata. Il nostro eroe si ritrova separato improvvisamente dal gruppo di sopravvissuti con cui era riuscito a campare fino a quel momento, ed è pertanto costretto ad affrontare un percorso pieno zeppo di insidie per ricongiungersi con i suoi amici.
In questo titolo i Tequila Works hanno puntato moltissimo sull’atmosfera, ma sono caduti sulla narrativa, eccessivamente semplice e prevedibile. Con questo non vogliamo però dire che Deadlight sia un’avventura spiacevole da completare, anzi, l’ambientazione ha un certo potenziale, i molti documenti sparsi per i livelli chiariscono in parte le cause del disastro e sono interessanti da leggere, e le occasionali turbe mentali del protagonista si sposano alla perfezione con la brutalità della situazione. L’opera non vi sorprenderà di certo per la sua trama, ma nel suo piccolo vanta più carisma di molti lavori con lo stesso background. (leggi articolo) 
autore; Aligi “Pregianza” Comandini – del 31/07/2012

Molto spesso nel periodo estivo, soprattutto a causa della penuria di titoli in uscita, assistiamo ad un fenomeno oramai sempre più diffuso. Team indipendenti o sconosciuti ne approfittano per pubblicare, solitamente tramite digital delivery, le loro creazioni più
promettenti, dando il via ad una vera e propria mania. E’ ad esempio il caso dell’oramai conosciutissima ed apprezzatissima Summer of Arcade, una vera e propria “manifestazione digitale”, che stila ogni anno un ricco calendario di uscite XBLA per far fronte alla calura estiva. Ogni anno moltissimi titoli di valore entrano in quest’ambito periodo di fitte release; che siano novità assolute o riproposizioni particolarmente attese ad un prezzo interessante non ha importanza: la Summer of Arcade è diventata imperdibile per definizione.
Tutti lo sanno e tutti la attendono, anche perché nelle sue ultime declinazioni ha portato alla luce titoli del calibro di Bastion e From Dust – due perle videoludiche in grado di stare al passo anche con le produzioni “maggiori”. Questo 2012, naturalmente, non vuole essere da meno e, accanto a grandi ritorni di fiamma come Tony Hawk’s Pro Skater HD, presenta una succulenta novità direttamente dagli studi Microsoft. Presentato con successo all’ultima GDC di San Francisco, Deadlight è finalmente in arrivo sugli store online di tutto il mondo, pronto, questo 1 Agosto, a dare un deciso scossone al piattume videoludico. Primo progetto di Tequila Works (team di sviluppo madrileno), il titolo si presenta come un platform/survival davvero peculiare, nel quale si mescolano meccaniche alla Limbo ed I Am Alive con atmosfere, stile ed intrecci narrativi presi di peso da The Walking Dead(leggi articolo)
autore; Andrea Vanon  –

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