On The Rain Slick Precipice of Darkness 3

Dal sito : http://www.spaziogames.it

primi due capitoli di Penny Arcade: On The Rain Slick Precipice of Darkness, furono sviluppati dagli Hothead Games, che riuscirono a tirar fuori dal cappello due gdr brevi ma di tutto rispetto in grado di riscuotere un discreto successo tra i fan del noto webcomic e non. I programmatori si fermarono tuttavia al secondo capitolo, e l’attesa per un terzo episodio divenne presto abbastanza lunga da farlo divenire un vaporware, di cui ormai i giocatori erano certi non ci sarebbe più stata notizia. Il vapore si è però recentemente diradato grazie a Zeboyd Games, software house piccina ma agguerrita, che è riuscita a guadagnarsi una certa fama con il brillante Chtulhu Saves The World. Specializzati in jrpg 2D di stampo classico con grafica 16 bit, questi ragazzi hanno preso in mano le redini del progetto. Noi l’abbiamo provato, e oggi siamo pronti a dirvi se questo reboot improvviso ha giovato o meno alla saga. Il divertente richiamo dell’apocalisse
La serie On The Rain Slick Precipice of Darkness narra delle avventure dell’agenzia investigativa Startling Developments, composta da Tycho Brahe e da Johnathan Gabriel. Gabe è un nerboruto rissaiolo che può vantare una scazzottata con il diavolo in persona, mentre Tycho discende da una famiglia di studiosi dell’apocalisse, desiderosi di far finire il mondo per oscure motivazioni. Brahe afferma di esser riuscito a trattenere l’impulso genetico che lo spinge a voler distruggere il pianeta, ma le sue passate scorribande lo hanno già portato a eliminare alcune antiche divinità e, stando a un’antica profezia tramandata dalla sua famiglia, una volta morte tutte inizierà la fine dei tempi.
Nei precedenti capitoli il giocatore interpretava un normale poveraccio, che si univa per puro caso al team dopo la distruzione della sua abitazione. Non è questo il caso del terzo episodio, ove i protagonisti sono proprio Tycho e Gabe, accompagnati dalla testa sottovetro Jim e dalla ex moglie del leader della squadra. Al centro dell’avventura c’è il furto del Necrowombicon, un potente tomo mistico che potrebbe portare allo scoperto l’ultima divinità antica rimasta, e ovviamente non ci può essere ritorno divino che si rispetti senza che l’agenzia Startling ci metta il becco (combinando un casino improponibile nel mentre).
La narrativa del videogame segue direttamente il predecessore e avanza piacevolmente, forte dei notevoli dialoghi scritti da quel geniaccio di Holkins. Non mancano battute al vetriolo condite da qualche interessante colpo di scena, ma non aspettatevi una storia particolarmente longeva: dal secondo capitolo è stata purtroppo ripresa anche la longevità, e vi basteranno circa sei ore a completare il tutto. Comprensibile vista la natura episodica della saga e il costo ridicolo del prodotto, ma dopo la “trasformazione” operata da Zeboyd ci saremmo aspettati qualche ora in più. (leggi articolo)

autore; Aligi “Pregianza” Comandini – del 25/07/2012


Dal sito http://multiplayer.it

Parlare di Penny Arcade e dei prodotti loro derivati è di certo singolare, in quanto è un po’ come dialogare in piccolo di ciò che oggi ruota attorno al medium, ormai a tutto tondo, denominato videogioco. Arte, satira, spettacolarizzazione dentro e fuori lo schermo, fenomeno di massa e di costume. E tanto altro, ovviamente, tutto sapientemente racchiuso all’interno del lavoro di questa coppia di artisti. Sono in molti infatti ad amare le strisce comiche di Holkins e Krahulik, così tanti che da semplici strip digitali Penny Arcade è divenuta una vera e propria istituzione. Associazione di carità, fiera, addirittura una trilogia di videogiochi. Un’evoluzione costante, almeno a prima vista, ma apparentemente messa in pausa da questo nuovo capitolo della saga. Per chiunque avesse già messo mano ai due episodi precedenti è infatti necessario mostrare subito le carte in tavola: Penny Arcade Adventures: On the Rain-Slick Precipice of Darkness – Episode Three è strutturalmente molto lontano dai titoli che lo han preceduto. Un ritorno alle origini, come se i due artisti, stavolta in collaborazione con Zeboyd Games (gli sviluppatori di Cthulhu Saves the World), fossero voluti volontariamente tornare bambini, compiendo un salto indietro ai tempi in cui la grafica a 16 Bit imperava, con annessi gli stessi, per quanto smussati e aggiornati, identici limiti di una volta. Ma quanto di tutto ciò è realmente un problema?  ironia e grottesco si fondono per colorare con simpatia un RPG dai chiari richiami ai giochi di ruolo giapponesi degli anni ’90. Le prime novità che risulteranno evidenti ad un esperto del franchise sono senza dubbio la mancanza del doppiaggio e l’assenza della fase di creazione del proprio personaggio, che proprio come i vecchi JRPG di una volta lasciava al giocatore la possibilità di impersonare il protagonista di turno ed utilizzarlo per avanzare nella quest. Un ritorno alle origini, come già specificato, che sarà approfondito a dovere solo dopo l’aver suggerito la storia che porterà i protagonisti a esplorare New Arcadia, la città dove è ambientato il gioco. Episode 3 riprende da dove finiva Episode 2, lasciando però la porta aperta al novizio di turno che decidesse di comprare questo terzo capitolo senza aver mai nemmeno sentito nominare i precedenti. Una scelta quasi obbligata in quanto, nonostante i vari rimandi a scene e gag dei suoi predecessori, Episode 3 è un’avventura che si regge sulle proprie gambe e per la quale la conoscenza dell’universo in cui è ambientata serve solo a rendere più godibile una narrazione comunque piacevole. Questo è reso possibile grazie all’inserimento di tantissime righe a sfondo comico che si alternano tra ironiche prese in giro ai giochi di ruolo più famosi e demenziali dialoghi dei protagonisti, alcuni totalmente sconnessi e privi di reale senso, messi nel mucchio solo per strappare senza fatica una risata. Dopo essersi fatti rubare il Necrowombicon dal Dr Raven Darktalon Blood i due protagonisti partono per salvare il mondo nella più scontata delle quest, aiutati da strambi personaggi che incontreranno nel corso degli eventi. Un viaggio tra divinità dell’occulto, misteriosi ritrovamenti, indizi dei più variegati ed epopee in altre dimensioni, il tutto condito dal solito umorismo che ha reso celebri Penny Arcade in primis e Zeboyd Games a seguire e che, grazie a idee stilistiche a tratti folli, equilibrano verso l’alto un plot di certo non estasiante. Quasi tributando la mappa di gioco ai Super Mario degli albori, Episode 3 permette tramite percorsi delineati di scorrere dall’alto tra le varie sezioni, focalizzando su una banale, e alla lunga molto ripetitiva, esplorazione dei dungeon la sua struttura ludica e lasciando a poche scene di intermezzo l’onore di sviluppare la narrazione. Una conformazione di gioco senza nulla di nuovo che di certo non strizza l’occhio al divertimento più puro e che con i suoi richiami da retrogame è chiaramente indirizzata a un pubblico di nicchia. Concetto che raggiunge l’apice dell’espressione proprio nel combattimento. (leggi articolo)

autore; Marco Perri Pubblicato il 18 luglio 2012


 

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