Theatrhythm: Final Fantasy

DAl sito: http://gamesurf.tiscali.it

Il 18 Dicembre 1987 Squaresoft pubblicò in Giappone quello che sarebbe dovuto essere il suo Gran Finale, quel gioco intitolato Final Fantasy che costituì invece l’Ouverture del suo successo. Da quel fatidico giorno sono ormai trascorsi più di 24 anni, e mentre la data dell’anniversario giubilare si avvicina a passi da gigante, Square Enix prepara i festeggiamenti. E quale modo migliore per omaggiare la saga se non con un grande concerto interattivo? La scelta è doppiamente azzeccata se si considera che Final Fantasy, grazie al maestro Nobuo Uematsu ma anche a quelli che l’hanno seguito, si è sempre distinta per le pregevoli colonne sonore.

Il gioco, dato che comunque di gioco si tratta, prende il nome di Theatrhythm Final Fantasy e affonda le sue radici concettuali nei vari rhythm-game quali, ad esempio, Ouendan (Elite Beat Agents nella sua nomenclatura Occidentale). Lo scopo consiste nel riprodurre i brani proposti picchiettando o trascinando lo stilo in corrispondenza delle battute e delle note segnalate: alla fine di ogni brano riceveremo una valutazione in base alle nostre prestazioni, fermo restando che troppi errori porteranno al fallimento della prova – e dunque al “game-over”. uesto è il concept alla base, ma naturalmente non è tutto qui: in pieno stile Square Enix, e soprattutto Final Fantasy, il gioco presenterà una pletora di elementi da RPG che contribuiranno a rendere l’esperienza di gioco varia e mutevole, a partire dalla necessità di comporre un “party” di quattro personaggi per affrontare i vari brani. Ovviamente, la selezione dovrà essere compiuta tra i protagonisti dei vari FF: ai 13 immediatamente disponibili (uno per ciascun titolo) se ne aggiungeranno tanti altri da sbloccare accumulando i corrispondenti cristalli colorati.
Ma vediamo nel dettaglio la meccanica i tipi di prove: queste si divideranno in Event Music Stage, (EMS), Field Music Stage (FMS) e Battle Music Stage (BMS), ma in ciascuna delle tre rimarrà comune il fatto che nello schermo superiore si svolgeranno le varie animazioni e compariranno le icone di comando, mentre il touch-screen inferiore presenterà il logo del gioco di riferimento e costituirà un’unica superficie per lo stilo. In pratica, durante il gioco si tiene lo sguardo sullo schermo 3D ma si agisce ritmicamente con lo stilo sul Touch-screen.

Abbiamo parlato di icone; queste saranno di tre tipi: le più semplici (normalmente di colore rosso) richiedono di toccare lo schermo nel momento in cui attraversano il cursore; altre (gialle) hanno inscritta una freccia e prevedono di trascinare velocemente lo stilo nella direzione indicata; le ultime (verdi) necessitano di tener premuto lo stilo sul Touch-screen fino alla successiva icona, la quale può essere un semplice distacco o un movimento direzionato, come nel caso delle precedenti. In determinate situazioni, le icone possono assumere un colore argentato: significa che si sta avvicinando un evento particolare, il quale si attiverà se la sequenza verrà completata senza errori, lasciando il posto a icone dorate. (leggi articolo)

autore; Tommaso Alisonno –  (17-07-2012)


Dal sito: http://www.spaziogames.it

Diciamocelo, la serie Final Fantasy negli ultimi anni ha perso un po’ di lucentezza. I tempi in cui il solo sentir nominare il marchio implicava l’arrivo di un capolavoro all’orizzonte sembrano lontanissimi, e molti fan di vecchia data si chiedono se e come il brand riuscirà a tornare agli antichi fasti. Con il Versus XIII praticamente disperso, e nessuna nuova su un eventuale XV in produzione, agli amanti della saga non è rimasto che affidarsi a una tipologia di titoli di solito scarsamente apprezzata da pubblico e critica: gli spin off.
Contrariamente alle aspettative bassissime dei videogiocatori, tuttavia, alcuni di questi giochi si sono rivelati più che lodevoli, specialmente gli ottimi Dissidia e Final Fantasy XIII-2. Quest’ultimo “seguito diretto”, in particolare, si è rivelato essere un piccolo passo nella giusta direzione, ma non è bastato a calmare del tutto le preoccupazioni dei fan, che sono anzi aumentate quando è stato annunciato un altro spin off chiamato Theatrhythm Final Fantasy. Il motivo? Semplice, Theatrhythm è un rhythm game, genere che poco ha a che fare con i JRPG (tolti certi esponenti). Quindi i giocatori veterani hanno subito tirato fuori le forche aspettandosi una commercialata pazzesca. Noi di Spaziogames mentiremmo se negassimo di aver tremato leggermente all’annuncio del gioco, ma dopo un breve ragionamento e le nostre prime prove dei mesi scorsi, il dubbio ha lasciato il posto a un sano ottimismo, perché se c’è una cosa che nei Final Fantasy non è mai stata criticata sono proprio le musiche, e un rhytm game con un tale ben di dio di colonne sonore tra cui scegliere non sarebbe potuto uscir male neanche volendo.
Per fortuna avevamo ragione. Se volete ributtartvi nelle splendide melodie create da Uematsu e compagnia, Theatrhythm Final Fantasy potrebbe facilmente essere il modo migliore di farlo. Grazie Nobuo
Il gameplay dei Rhythm games, specialmente su Nintendo 3DS, tende a seguire sempre la stessa formula. Di solito ci si trova davanti a titoli che fondano tutto sulle melodie, il cui gameplay è estremamente semplificato o ridotto all’osso, con qualche variazione nelle meccaniche in grado di distinguerli dalla massa. Theatrhythm Final Fantasy si mantiene sulla battuta strada dell’accessibilità, ma complica un po’ le cose inserendo variazioni al tema e alcuni elementi propri dei giochi di ruolo, molto rari in questa tipologia di prodotti.
Il gioco presenta una campagna principale divisa in tredici livelli, ognuno dedicato a uno dei Final Fantasy principali (manca il XIV, forse dimenticato volutamente da Square). Ogni livello contiene tre diversi temi: una musica di battaglia, un sottofondo legato all’esplorazione e una melodia correlata a un evento. In tutti i temi è necessario toccare con il giusto tempismo lo schermo tattile di Nintendo 3DS con lo stilo, in modo da ottenere punteggi elevati. Tale sistema, visto e stravisto, risulta in questo caso più profondo perché richiede una certa variazione nelle azioni compiute. Non basta toccare rapidamente al momento dell’arrivo della nota, ma è spesso necessario strisciare lo stilo in una direzione precisa, o mantenerlo sullo schermo per qualche istante. Non finisce qui: infatti ogni tipo di melodia presenta meccaniche dedicate. Le battaglie vedranno le note scorrere su quattro diverse linee, che renderanno più difficile seguire con precisione il ritmo, i temi esplorativi vi richiederanno di spostare su e giù lo stilo per seguire delle note prolungate, e quelli legati agli eventi mostreranno una nota per volta in un percorso complesso da osservare con attenzione. Queste trovate diminuiscono di molto la ripetitività del gameplay e risultano tutte ben calcolate, anche se alcune sono molto più facili da superare rispetto ad altre.
Questo sistema già più articolato della media si complica ulteriormente quando si esplorano gli elementi gdr di Theatrhythm Final Fantasy. All’inizio dovrete selezionare quattro personaggi, scelti tra i protagonisti della serie, che guadagneranno esperienza e miglioreranno le loro statistiche ad ogni livello. Tali potenziamenti andranno a facilitarvi la vita durante le missioni, permettendo, ad esempio, di eliminare i mostri più rapidamente durante le battaglie (così da ottenere loot migliore) o garantendo una maggior distanza percorsa nelle melodie d’esplorazione. Si possono persino equipaggiare i personaggi con delle abilità, anch’esse in grado di rendere meno difficili i livelli. Parlando di difficoltà, quella di Theatrhythm è molto ben calcolata e graduale, perché mette inizialmente a disposizione una campagna facile da completare, e poi alza pian piano l’asticella con le versioni avanzate e definitive delle musiche già affrontate. Per chi poi ha fiducia assoluta nella sua coordinazione ci sono le note oscure, melodie extra di difficoltà crescente, molto più impegnative del normale.
Ad ogni livello completato otterrete degli speciali punti rhytmia, che sbloccheranno numerosissimi collezionabili a botte da 500. Tra i premi ci sono carte dedicate a mostri e personaggi, filmati provenienti dai vari Final Fantasy, canzoni da riascoltare e persino eroi extra, anche se questi ultimi richiedono un gran quantitativo di punti per essere trovati. I cristalli necessari ad ottenere nuovi protagonisti possono droppare anche dai boss delle note oscure, ma capita di rado e non rende la loro ricerca più veloce.
La lentezza nello sblocco di eroi e contenuti extra rappresenta l’unica vera debolezza di Theatrhythm, sarete difatti costretti a ripetere gli stessi temi una miriade di volte, in modo da potenziare al massimo la vostra squadra e da ottenere ogni cosa. Lo splendore della colonna sonora facilita di molto il compito, ma anche la musica più bella alla decima ripetizione può stancare. Qualche pezzo in più sarebbe stata cosa molto gradita. (leggi articoolO) 

autore:  Aligi “Pregianza” Comandini – del 13/07/2012


 

 

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