The Elder Scrolls V: Skyrim – Dawnguard –

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Per lanciare la nuova storyline di Dawnguard è sufficiente avere un personaggio di decimo livello e condurlo in una delle città principali. Dopo un breve e criptico dialogo si parte alla bersagliera, diretti verso l’immenso Forte Dawnguard dove i cacciatori di vampiri ci reclutano senza indugio. Ed ecco che, in men che non si dica, ci troviamo lanciati in una nuova missione che ci porta nel bel mezzo di un conflitto tra vampiri e cacciatori. Una vera e propria guerra che ci costringerà a schierarci con una delle due fazioni costringendoci a scegliere se diventare un novello Van Helsing oppure un malvagio e potentissimo signore dei vampiri. La questione morale, in questo caso, è decisamente chiara: i vampiri sono malvagi mentre i cacciatori rappresentano la luce. Ma dietro alle ombre dell’eterno conflitto si cela qualcosa di più importante, come scopriamo non appena incontrata Serana, una loquace e prosperosa vampira che porta sulla schiena un'”antica pergamena”. La fanciulla non morta è un tassello cruciale della vicenda e, tra l’altro, è ben caratterizzata attraverso dialoghi vari e decisamente ironici che rendono l’esplorazione meno faticosa. Ma questa non è l’unica chicca della prima espansione di Skyrim che ci regala anche nuove abilità, nuovi draghi leggendari, il combattimento a cavallo, qualche nuovo incantesimo e la possibilità di cambiare i lineamenti del personaggio, a patto che questo non sia una creatura soprannaturale.   ‘espansione include una serie di quest chiave e diverse missioni secondarie per un totale di circa 20 ore di gameplay divise lungo due sentieri differenti. L’esperienza più classica, e meno avvicente, è senza dubbio quella del cacciatore di vampiri. Ma sterminare malvagi nel nome di un ordine assolutista è quasi sempre una perversione divertente, almeno all’interno di un videogioco. Inoltre non mancano nuovi mostri come il gargoyle e svariate nuove versioni di mostri già visti da menare per recuperare una serie di nuovi oggetti che includono la potente armatura vampirica. In ogni caso il protagonista dell’espansione è senza dubbio il vampiro. Con Dawnguard, per la prima volta nella serie The Elder Scrolls i vampiri godono dell’attenzione che meritano grazie a una trama dedicata, che vede i succhiasangue impegnati nella conquista, e grazie all’implementazione di un vero e proprio albero delle abilità (implementato, per par condicio, anche per i lupi mannari). Le nuove skill sono ben differenziate dagli incantesimi e dai poteri già presenti nel titolo e offrono possibilità molto interessanti come la capacità di trasformarsi, quella di percepire tutte le creature in una determinata zona e quella di evocare un gargoyle. Per le trasformazioni del vampiro Bethesda ha scelto quelle classiche del cinema dell’orrore con il signore della notte che può tramutarsi in un veloce nugolo di pipistrelli o in un’intangibile nebbia. Ma la “non” vita del vampiro non è tutta festini a base di sangue e comporta anche qualche sacrificio. Per prima cosa, quando è attiva la forma vampirica, la magia non funziona e per un incantatore questo potrebbe essere un problema. Per fortuna il vampiro mena come un fabbro e può sbloccare un potere di cura che ci evita continue trasformazioni onde ripristinare la salute. Il secondo punto dolente riguarda la reazione terrorizzata e violenta della popolazione che si trova in presenza di un mostro succhiasangue con due occhi rossi come semafori. Dunque, prima di effetturare la trasformazione per affrontare un combattimento in pubblico, è bene ponderare attentamente le conseguenze. ( leggi articolo)  

autore:  Mattia Armani  13 luglio 2012


 

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