Rhythm Thief e il Tesoro dell’Imperatore

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Ultimamente SEGA non se la passa granché bene e i suoi antichi fasti sembrano ormai un lontano ricordo, nascosto tra uno sbaglio commerciale e l’altro. C’è da dire, però, che Rhythm Thief e il tesoro dell’Imperatore fa capolino sugli scaffali in un momento a dire il vero un po’ sospetto. In questo periodo vanno di moda le avventure “a enigmi”, come dimostrato per esempio dal recente Il Dottor Lautrec e i Cavalieri Perduti,  ma su Nintendo 3DS latita ancora la prima avventura in tre dimensioni dell’apripista e famosissimo Professor Layton. Curiosamente, nella ludoteca del nuovo portatile Nintendo mancano anche i rhythm-game e ci vorrà ancora qualche mese prima di vedere Theatrhythm Final Fantasy in occidente. Dunque, il nuovo gioco SEGA occupa una posizione strategica abbastanza interessante perché fonde proprio queste due tipologie di giochi in una combinazione che merita ben più di un’occhiata superficiale.    Il Professor Phantom? A dare un senso a questa frizzante compilation di minigiochi musicali c’è una trama decisamente curiosa che mescola commedia, azione e mistero in un minestrone a tratti forse un po’ scontato ma sicuramente interessante. Ambientata quasi interamente a Parigi, la storia ha per protagonista Raphael, un ragazzo che cerca disperatamente di attirare l’attenzione del padre scomparso da anni compiendo dei coreografici e spettacolari furti nei panni del ladro gentiluomo Phantom R. E sarà proprio la sua ultima impresa a scaraventarlo suo malgrado in una misteriosa cospirazione che ruota attorno alla presunta resurrezione di Napoleone Bonaparte: aiutato da una serie di simpatici comprimari e in particolare dalla bella violinista Marie, Raphael dovrà naturalmente sventare il complotto, possibilmente a tempo di musica. Quest’ultima ovviamente gioca un ruolo fondamentale in tutta la vicenda, sia dal punto di vista narrativo che di gameplay: lasciando stare per un attimo i minigame, il comparto audio di Rhythm Thief e il tesoro dell’Imperatore è davvero molto buono e offre un’eccellente varietà di brani, sia originali che remix di pezzi classici. C’è dunque un po’ di tutto in questa stravagante storia dall’atmosfera così tipicamente nipponica, sia nella strutturazione episodica che nello stile grafico, ulteriormente accentuata da vari intermezzi a cartone animati di ottima qualità, peraltro spettacolarizzati dall’effetto 3D. Ciò che invece convince meno è, paradossalmente, il ritmo del racconto, eccessivamente lento e scandito da numerosissimi dialoghi e fasi esplorative fin troppo lunghe. La trama a tratti perde quindi mordente e i vari personaggi con cui è possibile interagire, molto semplicemente, parlano troppo: tra un mini-gioco e l’altro, insomma, a volte passa un sacco di tempo, ed è un peccato perché sono indubbiamente l’elemento più divertente del pacchetto  (leggi articolo)

Autore Christian La Via Colli  – del  23 aprile 2012


 

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