Resident Evil: Revelations 3DS

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Che il 3DS si sia tolto dalle sabbie mobili in cui sembrava stesse affondando è ormai evidente; taglio di prezzo sostanzioso assieme all’uscita di grandi giochi capeggiati dalla doppietta di Mario hanno reso la console appetibile ai consumatori, che hanno premiato Nintendo con una quantità di console vendute impressionante. Per mantenere il “momentum” però, soprattutto con l’imminente lancio di Ps Vita in occidente e il sempre minaccioso universo degli smartphone in continuo fermento, è fondamentale che i bei titoli continuino ad essere sfornati, preferibilmente non solo dalla casa di Kyoto. Per questo inizio 2012, il ruolo di apripista se l’è preso con coraggio e merito Capcom, lanciando un capitolo di Resident Evil in esclusiva per l’handheld tridimensionale. Resident Evil: Revelations non è una riduzione portatile, sia ben chiaro; malgrado la storia del survival horror di Capcom abbia toccato i portatili Nintendo in più di un’occasione, a partire dalla commuovente conversione del primo episodio per Game Boy Color che non riuscì mai a raggiungere i negozi, è la prima volta che viene scritta una pagina del tutto nuova all’interno della timeline narrativa della serie principale lontano dagli schermi casalinghi. Un momento importante che necessariamente doveva coincidere con un episodio degno e valido, e sotto certi aspetti Resident Evil: Revelations è andato addirittura oltre a tali premesse qualitative. Già soltanto il fatto che i protagonisti siano Jill Valentine e Chris Redfield, ovvero i più amati dai fan, dimostra chiaramente come Capcom abbia voluto fare sul serio.  La trama, posta cronologicamente tra il quarto e il quinto capitolo, con una casualità piuttosto sfortunata per noi italiani rispetto alle vicende di cronaca si svolge in larga parte a bordo di una nave da crociera – la Queen Zenobia – su cui Jill e il compagno Parker Luciani si trovano a cercare tracce dello scomparso Chris. Lo sviluppo della narrazione passa attraverso elementi imprescindibili come il T-Virus, organizzazioni non governative contro la minaccia delle armi bio-organiche di cui fanno parte i “buoni” (la BSAA), misteriose commissioni federali per il bioterrorismo (la FBC) e gruppi di pericolosi terroristi (la Veltro); il risultato finale è comunque sempre il solito improbabile script da B-Movie, convoluto e non sempre chiaro, con colpi di scena ormai piuttosto telefonati e personaggi caricaturali non molto credibili. Ma in fondo questo fa parte del fascino di Resident Evil, e la volontà di Capcom con questo Revelations non era evidentemente di certo quella di stabilire un punto di svolta per il franchise. Ciò nonostante, nella modalità storia in single player, è possibile apprezzare un lavoro di parziale “ritorno alle origini” per quanto riguarda gli equilibri del gameplay: meno sparacchino arcade, più survival horror dal ritmo compassato. In realtà tale scelta sembra piuttosto una intelligente considerazione sulla base delle capacità tecniche del 3DS, buone ma non certo sensazionali; ecco quindi che, per evitare ambienti ampi e spazi aperti che avrebbero messo alla corda i chip del portatile, è stata scelta l’ambientazione della nave che si presta perfettamente in tal senso con corridoi e stanze dalla metratura piuttosto limitata, salvo rarissime eccezioni (leggi articolo) 

autore:Andrea Palmisano – 30 gennaio 2012 


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Mentre Resident Evil 6 inizia lentamente a mostrarsi, un nuovo capitolo della saga horror di Capcom raggiunge finalmente Nintendo 3DS: si tratta di Resident Evil Revelations, esclusiva per la macchina portatile Nintendo che si pone l’obiettivo di riportate ad alti livelli l’atmosfera ed il terrore dei vecchi episodi. Il risultato finale non è di certo spaventoso, nel senso letterale del termine, ciò nonostante, Residen Evil Revelations non delude le aspettative, dimostrandosi un titolo decisamente curato in ogni aspetto.
Per un totale coinvolgimento nelle vicende consigliamo di giocare in un luogo buio, silenzioso e privo di qualsiasi presenza umana.

Negli episodi precedenti di Resident Evil Revelations
La trama inizia quando Chris Redfield viene presumibilmente e misteriosamente rapito. Due agenti della BSAA, Jill Valentine e il suo partner Parker Luciani, vengono inviati sul luogo da cui dovrebbe provenire il segnale di Chris: un’enorme nave da crociera apparentemente abbandonata e direttamente collegata alla città galleggiante di Terragrigia, un piccolo baluardo tecnologico fatto distruggere un anno prima a causa di un devastante attacco terroristico. Investigando sulla nave, Jill scoprirà presto che niente è come sembra e molti misteri attendono solo di essere rivelati.
La narrazione risulta strutturata come una serie televisiva composta da 12 episodi, con tanto di riassunto delle “puntate” precedenti all’inizio di ogni capitolo. Sebbene qualcuno potrebbe non gradire tale impostazione, nel complesso bisogna ammettere che la storia ne ricava beneficio, apparendo avvincente. L’idea di chiudere ogni episodio con un certo pathos è inoltre un altro punto a favore di questa interessante scelta, e non manca di invogliare il giocatore a proseguire nella vicenda. Diversi personaggi guidano il filo degli avvenimenti, permettendo di seguire il plot da più angolazioni e sotto diverse prospettive, contribuendo alla creazione di un’azione frammentaria ma, proprio per tale motivo, stimolante.
Tuttavia, tale scelta comporta anche dei rischi. La trama, infatti, appare a tratti confusionaria e poco chiara. L’eccessiva complessità di alcuni passaggi crea situazioni spesso molto intricate poi non esaustivamente spiegate, nemmeno in vista del finale. Anche se avremmo gradito maggiore chiarezza, il lavoro svolto è comunque apprezzabile e, cosa più importante, capace di appassionare.

Survival? Horror? TPS? Action?
Prima di dilungarci in un’approfondita analisi del gameplay vero e proprio, è d’obbligo considerare un aspetto fondamentale dell’esperienza globale: il cosiddetto sistema di controllo. Segnaliamo la presenza di un pad scorrevole aggiuntivo, acquistabile in bundle con il gioco o separatamente, utile per agevolare alcuni movimenti. Anche senza questa nuova periferica, in ogni caso, tre diverse impostazioni di comandi assicurano a chiunque una certa comodità, a patto di scendere a compromessi con la macchinosità di alcune azioni, da sempre caratteristica della serie. In particolare la possibilità di muoversi mentre si spara (una novità) potrebbe causare qualche problema se sprovvisti del circle pad, ma, con il giusto allenamento, non abbiamo riscontrato particolari difficoltà, considerano che tale azione non appare nemmeno così indispensabile o utile ai fini della sopravvivenza. Ad ogni modo consigliamo ai possessori di un Nintendo 3DS, che ne abbiano la possibilità, di scaricare la demo messa a disposizione da Nintendo per testare direttamente il titolo e tirare le dovute conclusioni. (leggi articolo)

autore;  Filippo “Fatum92” Barbuscia – del 28/01/2012



 

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