Resistance: Burning Skies – PS Vita

Dal sito: http://gamesurf.tiscali.it

Quella di Resistance è la seconda saga PS3 approdata per la nuova console portatile Sony e, in tale veste, porta con sé un pesante fardello. Dopo l’eccellente Uncharted: Golden Abyss, i possessori di Vita non aspettavano altro che un secondo prodotto di uguale caratura arrivasse sulla loro Vita. Non è la prima volta che la serie Insomniac approda sul piccolo schermo, e chi ha una discreta memoria di certo lo ricorda. Anche perchè Retribution, ai tempi della prima PSP, fece anche la sua bellissima figura. L’attuale Burning Skies, invece, fin da subito non sembra essere interessato a reinventare troppo la visione classica dei Resistance che già abbiamo imparato a conoscere. Con tutti i pro e i contro che derivano da ciò, premettiamo subito che – purtroppo – non possiamo parlare di una Killer Application a tutto tondo. Il perchè lo scoprirete a breve.

Cronologicamente parlando, Burning Skies si posiziona più o meno ai tempi di Resistance 2. Forse poco prima. La minaccia Chimera, dopo gli eventi del capostipite, ha sfondato le linee britanniche e si prepara ad attaccare duramente gli Stati Uniti. A quel tempo, Nathan Hale era appena entrato a far parte della SERPA e, in attesa che questi ultimi radunassero le forze necessarie per difendere il mondo dal virus che li aveva messi in ginocchio, toccava alle persone comuni proteggere il pianeta che tanto amavano. Tom Riley è uno di questi: un semplice pompiere che, durante un suo normale turno di lavoro, si è trovato di fronte ad uno spettacolo ben più raccapricciante di un complesso in fiamme. Erano gli anni ’50, e ora anche la popolazione americana tremava alla vista di quelle enormi astronavi che sfrecciavano nei loro cieli, di quegli alieni che non si facevano scrupoli ad eliminare donne e bambini, di quelle Cuspidi che atterravano e rapivano innocenti per poi trasportarli nei centri di conversione.

Tutto quello che già conoscevamo è ancora lì, immutato e sicuro come la morte. E, arrivati al quinto capitolo, il bisogno di cambiare un po’ aria è forte, ma non è di certo questo il problema. Anche la figura del protagonista poteva essere giostrata meglio. Alla fine, non ci si sente mai al comando di una persona normale ignara e spaventata da quella minaccia più grande di lui. Eccezion fatta per i primi minuti, fin da subito sembra di essere al comando di un normale soldato. Maneggia armi sconosciute con noncuranza fin da subito, riesce a falciare da solo intere orde di Chimera e parte in battaglie campali a testa bassa senza mai fare troppi complimenti. Ma vabbè, neanche questo è il vero problema. Pensandoci e ripensandoci, non possiamo far altro che vedere nella trama il fianco più debole del prodotto.

Il personaggio principale è piuttosto anonimo, la sua ricerca della famiglia abbastanza stereotipata. La linea generale della sceneggiatura, a conti fatti, sa di già visto. Parte la guerra, ci si unisce al gruppo di resistenza locale, si viaggia per ambienti cittadini e basi militari alla ricerca dei propri cari e si sferra un ultimo, disperato attacco alla torre nemica. Chiunque mastichi un po’ della saga, di certo sa già di che stiamo parlando. Ed è davvero un peccato, perchè alcune cose interessanti riesce anche a farle. I filmati in prima persona sono girati bene, l’atmosfera c’è tutta, i (pochi) eventi scriptati sono di alto livello. In un paio di punti, riesce anche a commuovere. A Burning Skies mancava solo un cast meno stereotipato, qualche livello in più e delle scelte più coraggiose rispetto a “stanno uccidendo tutti, difendiamo città per tutta la durata del gioco e poi sferriamo il contropiede nella loro terra”.

Dal lato del gameplay, invece, poco da dire. Sarà anche il classico Resistance, ma già che è giocabile su portatile con la stessa comodità ed intensità delle controparti casalinghe, è una grande vittoria. Tutto sembra riportare alla qualità delle versioni principali, è facile dimenticarsi di trovarsi su una console meno performante. La visuale in prima persona e l’ottima mole poligonale di ambienti e personaggi sono solo l’inizio: la vera vittoria è quella del controllo. Finalmente, gli sparatutto sono giocabili anche su console senza perdere neanche un decimo del loro appeal, e questo non può essere altro che un grande traguardo. Come prestanza tecnica ci siamo: l’impatto generale è quello di un Resistance casalingo, nei colori, nei modelli, nella direzione artistica, nel caos a schermo. Certo, i cadaveri che scompaiono o l’IA altalenante sono dei piccoli nei a sfavore, ma possiamo assicurare che – ancora una volta – la scioltezza con la quale PSVita gestisce prodotti dall’aspetto così “poco portatile” lascia a bocca aperta. (leggi articolO)

autore: Davide Ottagono . 29-05-2012


Dal sito http://multiplayer.it

Come saprete, la serie Resistance è ambientata in una realtà alternativa in cui la seconda guerra mondiale non è mai stata combattuta. Non per un ripensamento delle forze in campo, né per il riconoscimento degli orrori e delle sofferenze generati dal conflitto bellico del 15-18, bensì a causa dell’invasione dei Chimera, una razza aliena che ha fatto ritorno sul pianeta Terra dopo sessanta milioni di anni per riconquistarlo e spazzarne via gli attuali abitanti. I Chimera si stabiliscono in Siberia all’inizio del ventesimo secolo, in seguito al cosiddetto “evento di Tunguska”, e organizzano le proprie forze per poi sferrare una potente offensiva che coglie tutti di sorpresa, a partire dal 1927.  Nel giro di vent’anni, gli alieni conquistano l’intera Unione Sovietica e l’Asia, quindi creano dei canali per raggiungere il Regno Unito e lì trovano la strenua resistenza di truppe inglesi e americane, ancora una volta alleate contro una minaccia comune. Resistance: Burning Skies ci mostra però il fronte USA dell’invasione: ci troviamo nel 1951, e le strade di New York si trasformano improvvisamente in un campo di battaglia, con la gente comune che si trova a dover fuggire e nascondersi nel tentativo di sopravvivere. Non Tom Riley, però: questo coraggioso vigile del fuoco decide di prendere di petto la situazione e, durante un intervento che sulle prime sembrava di routine, impugna la scure d’ordinanza e si fa strada fra i Chimera, impossessandosi delle loro armi e ammazzandone a centinaia. Il primo pensiero di Riley è per sua moglie e sua figlia, che riesce a raggiungere dopo l’inizio dell’invasione e a spedire in un campo d’emergenza insieme a tanti altri civili sfollati, non immaginando però che la sua stessa patria avrebbe potuto tradirlo, ponendo in essere una serie di contromisure quantomeno discutibili per contrastare gli invasori.

Alte aspettative

Nihilistic Software non si è finora distinta per avere realizzato straordinari capolavori: la loro produzione migliore ad oggi è l’appena discreto Marvel Nemesis: L’Ascesa degli Esseri Imperfetti, mentre la più recente è il tutt’altro che brillante PlayStation Move Heroes. Come mai Sony ha deciso di affidare a questo team lo sviluppo del primo FPS in assoluto per PlayStation Vita, peraltro un episodio di Resistance? Di certo la casa giapponese avrà avuto i suoi buoni motivi, ma ciò non toglie che Resistance: Burning Skies ha creato una serie di aspettative da parte dei fan e che tali aspettative sono andate in buona parte deluse, visto che alla fine dei conti il titolo si pone come un capitolo terribilmente “standard” per una serie che molti ritengono sopravvalutata e che solo con la terza uscita sembra aver trovato la propria dimensione (leggi articolo)

autore: Tommaso Pugliese – 29 maggio 201


 

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