DiRT Showdown

Dal sito: http://multiplayer.it

DiRT Showdown espande quanto giocato nelle ultime incarnazioni del franchise per proporre il titolo più genuinamente arcade della serie. In una sola parola, caciarone. Tutti quelli che erano rimasti scandalizzati dal tradimento delle origini simulative sono avvertiti. In Showdown le sportellate e gli urti sono più importanti e decisivi della guida vera e propria, che passa quasi in secondo piano tanto nelle gare normali, quanto in quelle a tempo o a eliminazione.  La voglia di mettere il giocatore al centro di un autoscontro è palese non solo nelle diverse tipologie di Destruction Derby presenti, ma anche (e soprattutto) nelle gare chiamate 8 Ball, dove gli stretti tracciati si intersecano in incroci aperti in cui, vista la mancanza di semafori, si schiaccia a tavoletta e si chiude gli occhi sperando di non essere presi in pieno dalle altre vetture. La fortuna quindi può giocare un ruolo importante in certi eventi. Paradossalmente le parti più guidate sono le cosiddette gimkane, le gare in arene dove ci viene chiesto di accumulare punti realizzando liberamente o seguendo un particolare tracciato tutte le “acrobazie” viste nel precedente gioco, ma anche qui, in ossequio all’immediatezza, il modello di guida è stato reso più accessibile.

Traffico in pista

Tutto questo non vuol dire che DiRT Showdown sia un titolo facile e poco entusiasmante, tutt’altro, ma che è poco impegnativo dal punto di vista della guida pura. Una scelta questa che premia lo sforzo di Codemasters perchè alla fine Showdown è un titolo assolutamente divertente e spensierato, che dà il meglio di sé, se giocato contro avversari umani. Come si è arrivati a questo punto di svolta? Le vetture si guidano praticamente da sole. Il freno è praticamente bandito, il freno a mano da subito, virtualmente senza curva di apprendimento, ci permette di pennellare senza problemi le curve a gomito e quelle più ampie, approfittando di un’intelligenza artificiale avversaria che è tanto aggressiva e volutamente scorretta in fase di attacco quanto docile in difesa. Le vetture sono leggerissime, ma non tali da essere definite “saponette sguscianti”. Purtroppo la loro leggerezza diventa un’arma a doppio taglio in bagarre dove si viene agganciati, sbattuti contro i muretti e tamponati praticamente sempre (leggi articolo)

auotere:  Matteo Santicchia  e  Dario Rossi – 25 maggio 2012


Dal sito http://www.spaziogames.it

guidatore moderno tende ad essere nervosetto. A chi non è capitato, dopotutto, di scagliare imprecazioni multiple in lingue morte dopo esser stato sorpassato sulla destra da un pirata, o di invocare divinità oscure davanti a una lunghissima coda autostradale? In quei momenti le persone tendono a seguire due linee di pensiero principali: la prima è quella del “vivi e lascia vivere”, ovvero l’accettazione di buon grado del caos del traffico prima di giungere a destinazione. La seconda, e nettamente più diffusa, è quella “immaginativa” che porta il conducente a desiderare intensamente di entrare nella fiancata del pilota che gli sta davanti ad una velocità supersonica con un Hummer, nel modo più violento possibile. Trattandosi di una fantasia che deve per tante ottime ragioni rimanere tale, è cosa buona e giusta sfogarla nei videogiochi, dunque, guidatori della domenica, del lunedì e di tutti gli altri giorni della settimana, sarete felici di sapere che a voi ha pensato Codemasters con Dirt Showdown, un gioco dove le altre macchine sono sia avversari che fantastici bersagli mobili per il vostro parafanghi. La serie Dirt finora è riuscita a guadagnarsi favore ovunque, ha svecchiato l’indimenticabile marchio Colin McRae e riportato in auge i rally tra i videogiocatori, Dirt Showdown cambia però formula totalmente, adottando uno stile estremamente più arcade e sfruttando l’appeal sopracitato della viuulenza automobilistica repressa. Qui le gare non sono lunghe sfacchinate dove finezza e controllo sono tutto, bensì delle battaglie per la sopravvivenza nelle quali ogni porcata è concessa e le sportellate sono una tattica ammessa e apprezzata. Accendete i motori e rinforzate la carrozzeria, ci sono dei piloti da speronare!

Getting dirty
Codemasters non ha sviluppato la sua ultima creatura con l’intenzione di riattirare a sé i fanatici del rally virtuale, ma con quella di catturare un’utenza molto più estesa, non necessariamente appassionata di motori. Per fare questo ha messo in campo un titolo dal gameplay nettamente più semplificato rispetto a quanto visto in passato. In Dirt Showdown le specialità si dividono in tre insiemi principali: Le corse, gli Hoonigan e le gare demolizione. Possono sembrare pochine, ma in realtà per ogni tipologia di competizione vi sono più tipi di sfide da affrontare, e vanno utilizzate obbligatoriamente classi di veicoli differenti. Le corse si dividono in Race Off e Domination, ovvero gare classiche di velocità e percorsi a checkpoint dove ogni volta l’ultimo classificato viene eliminato impietosamente, molto più peculiari invece gli Hoonigan, percorsi a ostacoli che vanno affrontati con automobili tunate per raggiungere il massimo della guidabilità. Questi ultimi si dividono nelle Trick Rush, percorsi a tempo dove vanno fatti più punti possibili, e negli Head to Head, gare uno contro uno dove è necessario superare un percorso a ostacoli prima dell’avversario. Le ultime modalità, ma non le meno importanti, sono quelle del sottoinsieme demolizione, che trasformano il gioco in una sorta di erede del mitico Destruction Derby mettendovi alla guida di auto scassate e corazzate, il cui unico obiettivo è sopravvivere alle botte e fare più punti possibile a forza di speronate (leggi articolO) 

autore: Aligi “Pregianza” Comandini – del 25/05/2012


 

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