Gravity Daze

DAl sito : http://gamesurf.tiscali.it

Dopo una lunga attesa ecco giungere tra noi l’ultima creatura di Keiichiro Toyama, già autore del primo Silent Hill e di Forbidden Siren. Stavolta però il geniale game designer giapponese lascia i territori horror per entrare nel surreale: Gravity Rush ci immerge in un mondo in stile “anime” che strizza l’occhio al fantastico immaginario di Miyazaki, una dimensione steampunk che mischia il barocco al tecnologico, il passato al futuribile. Ma l’aspetto migliore è senza dubbio l’idea che sta alla base di questa nuova opera digitale: la possibilità di piegare a piacimento le leggi gravitazionali per viaggiare nell’aria e camminare sulle pareti, reinventando in effetti lo spazio a nostro piacimento.

La storia narra della giovane Kat, una ragazza abbigliata in maniera bizzarra che non ricorda nulla del suo passato (ormai si tratta di un cliché talmente abusato in anime e videogiochi che ci abbiamo fatto il callo). In una situazione di pericolo, la ragazza scopre che quando è in prossimità della sua gatta Dust acquista straordinari poteri: questi le consentono di alterare la gravità attorno a lei e di poter quindi viaggiare di parete in parete, generalmente sui muri dei palazzi che la circondano. Ma scoprirà presto che non è la sola ad avere un dono del genere, e che molte persone sono inizialmente diffidenti ed ostili nei confronti di chi è diverso come lei.

Inizialmente saremo accolti da una fase introduttiva piuttosto lunga, dove si alternano in maniera serrata sezioni tutorial, filmati d’intermezzo e tavole da fumetto (che ci accompagneranno per tutta l’avventura e spesso inclinando la console mostreranno una profondità da diorama); sbrigata la formalità, il gioco ci lascia finalmente libertà di azione.. e che libertà! Anche se non è certo la prima volta che assistiamo ad un titolo dalla struttura free-roaming su un dispositivo portatile, in questo caso non solo siamo sorpresi che una cosa del genere arrivi dal sol levante, ma soprattutto dal notevole valore aggiunto di poter manipolare il fattore gravitazionale. E’ verissimo che negli anni passati abbiamo giocato titoli sandbox dove le abilità del protagonista permettevano una deambulazione cittadina particolare ed agevolata (tra gli altri citiamo, in ordine cronologico, Hulk Ultimate Destruction, Crackdown, Spiderman Web of Shadows, Prototype) ma stavolta le possibilità di volare letteralmente sospinti da una gravità fittizia e di camminare in giro per una città “ribaltata” portano una ventata di aria fresca ed una sensazione di libertà come raramente se ne sono viste, non rinunciando affatto alla componente ludica e alla sfida, che anzi ne risulta esaltata. (leggi articolo) 

autore: Massimiliano Pacchiano– (24-05-2012)


Dal sito : http://multiplayer.it

Attorno a Gravity Rush (precedentemente noto come Gravity Daze, almeno in Giappone) orbitano svariati nomi di una certa importanza, tutti in un modo o nell’altro coinvolti nello sviluppo di un gioco pensato oltre dieci anni fa e concretizzatosi soltanto ora. Ci sono Keiichiro Toyama e Naoko Sato, per cominciare, rispettivamente direttore e scrittore del gioco ma sopratutto artefici del primo, mitico Silent Hill e della meno famosa serie Siren; poi c’è, inaspettatamente, Crackdown, lo sparatutto in terza persona di Realtime Worlds che pare abbia influenzato in maniera considerevole alcune meccaniche del gameplay;  e c’è anche Mœbius, grandissimo fumettista francese, recentemente scomparso, le cui opere sono state la prima fonte d’ispirazione nella creazione di Hekseville. E ci sono anche tanti fumetti e cartoni animati che hanno dato un’impostazione e un tono all’avventura, contribuendo a creare un universo ricco di personalità che riesce però a non cadere in stereotipi, sopratutto visivi. Ma sopratutto, c’è un’idea, un’idea all’apparenza semplicissima ma integrata in modo davvero ingegnoso e originale. Signore e signori, vi presentiamo Kat… Gravity Rush è un’avventura che si sviluppa attorno a una trama tutt’altro che scontata o banale, nonostante l’incipit non sia certo dei più originali, narrata in terza persona dalla stessa protagonista, che si risveglia all’inizio del gioco completamente priva di ricordi, accompagnata da uno strano gattino che le conferisce il potere di alterare la gravità. Ribattezzata Kat, la nostra bionda eroina scoprirà che la gente di Hekseville, la strana città in cui si trova, chiama “shifter” quelli come lei, individui dotati di strani poteri speciali. E da grandi poteri derivano grandi responsabilità, questo lo sappiamo un po’ tutti, e quindi Kat,  che ha un cuore d’oro, decide di metterli al servizio di Hekseville, nel tentativo di ricostruire la città, devastata da misteriosi vortici gravitazionali e bizzarre creature gelatinose chiamate Nevi, in grado perfino di possedere le persone. (leggi articolo)

autore: Christian La Via Colli –  24 maggio 2012


 

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