Sniper Elite V2

dal sito: http://www.spaziogames.it

Nella nostra precedente anteprima vi abbiamo rivelato, in esclusiva italiana, due livelli interi di Sniper Elite V2, mostrandovi l’impatto stilistico del gioco e, più in generale, il suo gameplay. Grazie ad una nuova prova, questa volta sulla demo del titolo in arrivo oggi su Xbox Live e l’11 aprile su SEN, abbiamo deciso quindi di entrare maggiormente nel dettaglio e spiegarvi le principali differenze che intercorrono tra le tre difficoltà disponibili, più precisamente circa la reattività dei nemici, le modalità di ingaggio e la balistica dei fucili.

Un colpo e nulla più
Il teatro delle operazioni è ancora una volta la Germania della Seconda Guerra Mondiale, ed il nostro compito rimane quello di recuperare gli esplosivi abbandonati e piazzarli in punti strategici prima che il convoglio di scorta al nostro obiettivo riesca a sfuggirci. La demo ci butta subito in mezzo alla bagarre, saltando a piè pari la prima parte del livello più calma e ragionata. In modalità Cadetto, la più semplice presente nel titolo, liberarsi dei nemici è un gioco da ragazzi; al primo colpo sparato, ad uno qualsiasi dei bersagli, i tedeschi si butteranno a terra e rimarranno impietriti dalla paura. Già a livello di difficoltà Marksman i tempi di reazione si accorceranno e vedremo gli ostili cercare riparo dietro le vetture o i muretti, si chiameranno a vicenda cercando la provenienza del colpo e correranno a soccorrere i propri alleati nel caso in cui ne feriremo uno.  (leggi articolo)
Autore: Tommaso “FireZdragon” Valentini – del 11/04/2012

Il fucile di Karl Fairburne continua a mietere vittime anche dopo sette anni. Lo abbiamo provato per voi!
L’arte del remake non è certo una pratica inedita, specie quando è alto il desiderio di reinterpretare le meccaniche di un vecchio titolo su una nuova generazione di hardware. È un po’ quello che è successo a Rebellion Developments e il suo Sniper Elite, shooter a sfondo bellico del 2005, caratterizzato da da una discreta componente strategica e uno scenario decisamente intrigante. Parliamo infatti della seconda guerra mondiale, nella fattispecie gli ultimi giorni del conflitto in una disastrata Berlino. Un paesaggio urbano fatiscente e trasfigurato dagli orrori della guerra, dove si muove furtivamente il protagonsita dell’avventura, Karl Fairburne, agente degli Stati Uniti incaricato di impossessarsi dei documenti riguardanti i terribili missili tedeschi, i Vergeltungswaffe 2. Almeno prima che ci riescano i russi. Il nostro caro Karl è tutt’altro che uno sprovveduto, oltre all’addestramento militare possiede un innato talento nell’utilizzo del fucile di precisione, un elemento che dobbiamo sfruttare a nostro vantaggio per riportare la pelle (e i progetti) a casa, vediamo come. (leggi articolo)
Autore:  Dario Rossi – del 14/04/2012

Seconda Guerra Mondiale; sparatutto: esiste forse un binomio più inflazionato di questo? Probabilmente sì, ma se persino saghe storiche come Call Of Duty hanno quanto meno cambiato ambientazione, qualcosa vorrà pur dire. O forse no. Poche settimane fa, ad esempio, abbiamo avuto a che fare con Birds Of Steel, riuscitissimo simulatore di volo prodotto da Konami, che faceva della relativa arretratezza tecnologica dei velivoli tirati in ballo il punto di forza del gameplay, oltre che la sua principale attrattiva.
Anche Sniper Elite V2, seguito di Sniper Elite pubblicato e recensito nel lontano 2005, potrebbe dimostrare che la Seconda Guerra Mondiale ha ancora qualcosa da dire e dare. Rispetto al predecessore, sembrerebbe che le carte in tavola siano rimaste pressoché invariate: speriamo lo sia anche la qualità, sebbene la demo testata ci abbia già dato buoni motivi per sperare in bene.
Sniper Elite V2 è uno sparatutto in terza persona ambientato nella Germania nazista, dove nei panni del soldato Karl Fairburne dovrete portare a compimento una serie di missioni infiltrandovi nella SS e operando con il più alto riserbo possibile. Due le caratteristiche che nelle intenzioni degli sviluppatori distinguerebbero il prodotto dalla concorrenza: la necessità di mantenere un basso profilo e il predominio assoluto delle fasi di cecchinaggio. (leggi articolo)
Autore:  Lorenzo “Kobe” Fazio – del  13/04/2012

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