Ridge Racer Unbounded

dal sito: http://multiplayer.it

La saga automobilistica più longeva della storia dei videogiochi si rinnova; prepariamoci a conquistare Shatter Bay… e tutto il web!

Correva il 1993 quando Namco gettò il guanto di sfida a Sega lanciando la serie di Ridge Racer, un simulatore di corsa in grafica poligonale totalmente dedicato al piacere della guida e autentica lirica della derapata. E niente da allora è stato più lo stesso. Le vetture della casa giapponese hanno consumato i copertoni virtuali per innumerevoli anni, su tutte le piattaforme possibili. 19 anni dopo la saga si trova a un bivio cruciale: senza il prezioso supporto delle controparti da sala giochi e con la scena sensibilmente orientata verso produzioni più realistiche, cosa rimane da offrire in questa tumultuosa generazione di console? La risposta è sconvolgente ma non incomprensibile viste le ultime tendenze, ovvero mettere il brand nelle mani di un team occidentale, in questo caso i Bugbear Entertainment, in maniera da poter tornare allo smalto dei tempi d’oro, ma con un linguaggio in sintonia con le nuove produzioni del genere. La scelta non è neanche casuale, la software house finlandese è celebre per i vari episodi di FlatOut, una serie imperniata sulla distruzione e l’estrema spettacolarità. Inevitabile il campanello d’allarme suonato nelle teste degli appassionati: cosa c’entra un approccio simile con la finezza di guida di Ridge Racer? (leggi recensione)

autore: Dario Rossi del 27/03/2012


 

dal sito: http://www.games.it

Guarda mamma, delle macchine che sfrecciano velocissime e distruggono la città…

Nell’enorme e intricata foresta dei titoli giapponesi, sta accadendo una vera e propria rivoluzione atta a strutturare un certo tipo di giochi in via più occidentale: forse per accrescerne le vendite o forse per svecchiare vecchie saghe videoludiche che hanno bisogno di una rinfrescata. Che poi le ciambelle escano con il buco questo è un altro discorso ma almeno ci si prova. Una degli ultimi grandi nomi a fare una manovra di questo genere è stata Namco Bandai che ha affidato alla Software House Bugbear, la realizzazione del suo nuovo capitolo della serie di Ridge Racer. Quello che ne è venuto fuori è un gioco immediato, divertente e graficamente una spanna avanti a molti altri titoli di corse arcade ma sarà bastato per renderlo davvero appetibile?  (leggi recensione)

autore:  Fabiano Zaino – del 27 marzo 2012


 

dal sito: http://www.spaziogames.it

Sebbene sulle console HD non manchino i titoli di riferimento per quanto concerne i racing game arcade, i vari Need for SpeedBlurSplit Second o il magnifico Burnout Paradise tanto per citare quelli più rilevanti, all’appello non si era ancora presentato il brand di Ridge Racer, troppo intento probabilmente a saltellare da una console portatile all’altra, con risultati tutt’altro che soddisfacenti. L’annuncio di Ridge Racer Unbounded è stato dunque accolto con grande curiosità, poichè il titolo è sembrato pronto a riportare in voga il marchio attraverso un reboot completo. Il progetto è stato affidato alle sapienti mani di Bugbear Entertainment, studio noto nel mondo videoludico per aver dato vita ai primi faraonici Flatout, e quanto ne è uscito è il più lontano possibile dalle vecchie incarnazioni della serie. Sarà stato un bene? (leggi recensione)

autore: Tommaso “FireZdragon” Valentini – del 30/03/2012


 

dal sito: http://www.gamesnation.it

Se pensate di trovarvi di fronte al solito Ridge Racer vi sbagliate di grosso! Con tutti i pro e i contro che la cosa comporta. Ridge Racer Unbounded, racing game realizzato da Bugbear Entertainment sotto l’etichetta Namco Bandai, scardina i canoni classici della serie, li reinterpreta e li adatta a una formula di gioco che omaggia chiaramente Burnout, nella fattispecie i capitoli Revenge e Dominator, riproponendone perfino le medesime gradazioni cromatiche per quanto riguarda l’impatto grafico.

Ma non è il solo Burnout ad essere stato eletto a modello di riferimento, perché in Ridge Racer Unboundedriecheggiano anche evidenti influenze dell’innovativo Split/Second, soprattutto per quanto riguarda il livello di distruzione consentito in pista. La scelta del team di sviluppo ha indubbiamente condizionato (vedremo dopo il perché) la definizione del modello di guida, ben distante dal lineare e pulito approccio di gara normalmente richiesto per uscire vittorioso da una competizione in uno qualsiasi dei passati Ridge Racer. (leggi recensione)

autore: Redazione  – del 29/03/2012


 

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