Twisted Metal 2010

Dal sito: http://gamesurf.tiscali.it

David Jaffe è un personaggio controverso. Capace di deliziare il palato dei videogiocatori con le sue creazioni, quanto di urtarne la sensibilità con affermazioni al limite del politically correct, si è guadagnato un posto nel firmamento videoludico a suon di successi, diventando uno degli astri di riferimento per Sony e la sua Playstation. Compiuto il destino di Kratos con l’ultimo (?), spettacolare capitolo della serie “God of War”, Jaffe è tornato alle origini, ha fondato Eat Sleep Play e, negli ultimi tre anni, ha lavorato per riportare in auge il brand che lo ha reso tanto grande. È con gioia che ci apprestiamo a recensire una delle esclusive Playstation 3 più attese dell’anno, “Twisted Metal”. Il menù iniziale e molto semplice e propone, oltre al pannello delle impostazioni, le modalità single e multiplayer del gioco. Le opzioni disponibili selezionando la modalità in singolo giocatore sono Storia e Sfida, ma prima di lanciare una nuova partita è bene far pratica con le principali meccaniche di gioco affrontanto il tutorial interattivo disponibile alla voce Addestramento. “Twisted Metal” è un gioco di combattimento ambientato in gigantesche arene distruttibili, che si distingue dalle decine di action sul mercato per il fatto che gli scontri si svolgono esclusivamente a bordo di veicoli. (leggi articolo)

autore: Ferdinando Saggese – del 16/3/2012

 


dal sito: http://www.eurogamer.it

È passato quasi un ventennio dal mio ultimo Twisted Metal, il capostipite della serie, che giocai sull’originale PlayStation. Mi piacque parecchio e fu compagno di parecchie sfide notturne insieme ai miei amici. Nonostante ne avessi conservato sempre un bel ricordo, non saprei dire perché ho poi mancato tutti i capitoli successivi, compreso quel “Black” di cui tutti hanno sempre parlato benissimo.

Sono quindi tornato alla serie in questa occasione, in tempo per vedere se l’onnipresente David Jaffe si ricorda ancora di come si realizza un gioco di qualità. Dopo tante parole, tanti interventi su Twitter e tanti proclami durante le interviste, è giunto infatti il momento di capire se valeva davvero la pena attendere un titolo che in molti hanno bollato come “vecchio” ancora prima di poterci mettere occhi e mani sopra. (leggi articolo)

autore:  Daniele Cucchiarelli  – 27 /02/ 2012


 

 

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