Rayman Origins

dal sito : http://multiplayer.it

Ad accompagnare l’arrivo di PlayStation Vita in Italia c’è un titolo che è stato accolto decisamente bene dalla critica nella sua incarnazione per console “da casa” e che sul dispositivo portatile di Sony si presenta con pochissimi compromessi, tanto da posizionarlo tra i migliori giochi di lancio e perfettamente adatto per essere giocato in mobilità. Stiamo parlando di Rayman Origins, platform in due dimensioni estremamente colorato e bello da vedere che come suggerisce il titolo cerca di riportare in auge la serie offrendo meccaniche consolidate e bilanciate nelle sue parti.  (leggi articolo)

autore: Antonio Fucito del 21/02/2012

 


dal sito : http://www.spaziogames.it

Come tutte le console portatili al lancio (i possessori di Nintendo 3DS e di PSP prima ne sapranno qualcosa), anche a PS Vita è toccata una congrua infornata di porting provenienti da altre console, alcuni trasportati pari pari, altri con l’aggiunta di caratteristiche pensate per sfruttare i numerosi sistemi di controllo alternativi che la nuova macchina Sony propone. Dopo l’esuberante Ultimate Marvel vs Capcom 3 e l’appena sufficiente F1 2011 di Codemasters, è la volta di Ubisoft, che porta sul brillante schermo di PS Vita la sua mascotte per definizione, quell’uomo melanzana a cui tanti giocatori sono affezionati, nonostante qualche episodio sottotono dopo l’eccellente secondo capitolo.
Dopo il plauso pressoché unanime che la critica ha riservato a Rayman Origins nella sua versione per home console, vediamo se la versione portatile saprà mantenere lo stesso standard qualitativo. (leggi articolo)

autore: Gianluca “DottorKillex” Arena – del 28/02/2012


dal sito : http://gamesurf.tiscali.it

Nell’era dei  miliardi di poligoni e del fotorealismo,  degli effetti speciali e dei colori ultra vivaci (Telefunken docet), appare quanto meno bizzarro constatare come Rayman Origins abbia rappresentato quella sana boccata di aria fresca di cui molti sentivano il bisogno. Bizzarro non tanto per questioni legate alla qualità in senso assoluto dell’opera, quanto piuttosto perché stiamo parlando di un gioco dallo stile decisamente retrò,  essenziale all’eccesso, ma talmente leggero e gratificante da dare nuovo lustro ad un genere molto in voga durante gli anni ottanta/novanta. (leggi articolo)

autore: Fabrizio Cirillo  del 28/02/2012


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