BINARY DOMAIN

dal sito : http://www.videogame.it/

È molto facile, durante la prima ora scarsa di gioco, farsi un’idea sbagliata di Binary Domain. Bollarlo come un semplice clone di Gears of War condito da nemici robotici alla Vanquish. È facile, perché in quelle prime fasi, a tutti gli effetti un lungo tutorial, il titolo Sega mette in mostra il suo profilo peggiore: i soliti soldati del futuro con da ufficio di collocamento per shooter futuristici, lunghi corridoi bui, una trama che per quanto potenzialmente interessante – un mondo del 2080 in cui in mezzo agli umani si muovono essere artificiali, inconsapevoli della loro natura robotica – finisce con lo scorrere parallela al gioco, col decorare con piacevoli cutscene un action game che sembra non averne affatto bisogno. (leggi articolo)

autore: Alessandro Apreda – del  


 

dal sito : http://gamesurf.tiscali.it

Nel 2040 il mondo è radicalmente cambiato. Il livello dei mari si è alzato eccessivamente portando ad un notevole cambiamento demografico ed economico e gli Stati Uniti grazie agli incredibili passi avanti fatti con la robotica si sono confermati la prima potenza mondiale in assoluto. Questo predominio scientifico però si è dimostrato tanto traumatico e preponderante da portare a stilare un secondo concordato di Ginevra, atto a far rispettare l’utilizzo di tali creazioni e a mantenere un sano e giusto livello etico. Così 40 anni dopo, quando nel centro della Bergen (associazione che appunto ha portato la rivoluzione robotica) si presenta un ibrido tra uomo e macchina, parte la nostra storia, dove nei panni del sergente Daniel detto il Sopravvissuto ci dovremo infiltrare in Giappone e scoprire le origini di questi misteriosi ibridi chiamati per l’occasione Figli del Nulla, capaci di provare qualsiasi tipo di sentimento, ricordo e affetto ma sempre costituiti da ingranaggi e metallo sotto quell’apparente pelle. (leggi articolo)

autore: Sonny Ubertini  del 08/03/2012


dal sito : http://multiplayer.it

Ci piacerebbe iniziare questo articolo con un bel Los Angeles novembre 2019, ma ci dovremo accontentare di un Tokyo marzo 2080. Battute a parte,Binary Domain, sparatutto in terza persona realizzato dal team Yakuza, i creatori per l’appunto dell’omonimo gioco, ci fa rivivere in chiave shooter estremo le atmosfere di film come Blade Runner, Ghost in the Shell o Io, Robot, mettendo in scena la lotta senza quartiere tra un team internazionale di controllo robotico, chiamato Rust Crew e schiere di teste di latta, stavolta non prodotte dalla Cyberdyne però. L’assunto di base è iper inflazionato e stra abusato, ma lo svolgimento delle vicende è invece piuttosto interessante con un paio di azzeccati e interessanti colpi di scena. (leggi articolo)

autore: Matteo Santicchia  del 07/03/2012


dal sito : http://www.gamesnation.it

Il mercato videoludico giapponese sta attraversando un periodo di forte crisi creativa. Sono davvero poche le recenti produzioni dagli occhi a mandorla che sono riuscite a sbarcare il lunario in Europa e in America. Per cercare di risalire la china dell’inventiva e ottenere buoni risultati in termini di vendite, sembra che SEGA abbia p ensato di sviluppare un opera che di giapponese ha solamente la location. Binary Domain è infatti unosparatutto in terza persona a squadre che strizza senza paura l’occhio ai TPS di matrice occidentale, di cui Gears of War ne è diventato ormai da qualche anno il punto di riferimento. (leggi articolo)

autore: Marco Locatelli  – del 28/02/2012


dal sito: http://www.spaziogames.it

 Binary Domain entra di diritto in quella ristretta cerchia di titoli che sin dalla loro prima apparizione sono stati capaci di instillare in noi un ricordo ben preciso. La prima volta che abbiamo avuto modo di vederlo in azione, durante l’E3 2011, il gioco ci aveva colpito immediatamente, immergendoci del tutto in un mondo futuristico credibile e rivelando, in pochi minuti, alcune feature decisamente interessanti. Dopo quasi un anno da quel contatto, le informazioni che si sono susseguite sono state centellinate daSEGA e dal folle Toshihiro Nagoshi, portando il titolo a ridosso della data di uscita in completa sordina, senza nessuna spinta pubblicitaria di rilievo e con il rischio di far passare il prodotto in secondo piano rispetto alla miriade di giochi in arrivo in questo affollatissimo inizio anno. (leggi articolo)

autore : Tommaso “FireZdragon” Valentini – del 09/03/2012


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