Dead Space

Gli appassionati e amanti del genere di fantascenza e meglio ancora fanta-horror non avrebbero atteso altro che una console, magari di next.gen,
arrivasse a fornire prova di potenza con un titolo sul tema sopra citato. Ebbene ad inizio novembre ciò è avvenuto con l’uscita di Dead Space prodotto da Electronics Arts; per Ps3 Xbox360 e Pc il gioco valutato e recensito da tutti i siti e testate di settore ha subito guadagnato consensi a 360 gradi. Chi vi scrive non ha atteso molto per procedere all’acquisto essendo da sempre infarcito e cresciuto con serie cinematografiche quali Alien o da film tipo Punto di non ritorno e via discorrendo. Inserire in tandem la paura e la tensione di un video gioco horror con la fantascenza ha avuto un risultato notevole per l’ottima EA software house da sempre ai vertici nel campo del gaming. Gioco forza obiettivo raggiunto ricalcando fedelmente le trame dei film precedentemente citati. Infatti tutta la storia si snoda sul classico salvataggio dell’astronave di turno adibita alle ricerche minerarie che per qualche strano motivo viene contaminata durante una missione di estrazione su di un pianeta roccioso del tipo AZG5473. Il nostro eroe sulla navetta di soccorso attracca a bordo della Ishimura immensa e tortuosa astronave ultratecnologica di un prossimo futuro magari neanche tanto lontano.
Da subito la situazione si complica con la distruzione della navetta di soccorso durante la fase di attracco ed una serie di eventi che portano i membri della spedizione a disperdersi nei meandri oscuri dell’ Ishimura. Senza svelare dell’altro, tra l’altro facilmente intuibile e cioè sopravvivenza per poi cercare di fuggire per tornare a casa, passiamo al gameplay del titolo. Sulla versione testata (Ps3) la grafica si rivela da subito magistrale senza nessuna differenza tra i momenti animati (pochi per lo più) e le situazioni in.game; lo stupore poi è assoluto
quando si passa nei settori dove la storia sfrutta anche i scenari esterni all’Ishimura, con passaggi sullo sfondo siderale e visione di corpi celesti
veramente favolosi. Così facendo il gioco scivola via senza accorgersene e la paura unitamenete al senso claustrofobico delle ambientazioni fanno il resto. La lunga sequela di creature che ci si trova ad affrontare è altrettanto affascinante per la diversità delle stesse e per il ribrezzo che fanno, tanto da non distinguere cosa siano neanche quando ci si trova a farne uno zoom dopo averle abbattute. Il nostro eroe combatte grazie alle sue armi tecnologiche nonché si rifornisce delle stesse insieme alla salute ed ai crediti cammin facendo esplorando ed eliminando i nemici; potenziamenti ed acquisti si effettuano nei “negozi” disseminati lungo l’astronave e la difficoltà (tre gradi, facile medio difficile) viene facilitata da un raggio laser che illumina la strada che si deve percorrere. Insomma un gioco con enormi potenzialità grafiche che non annoia mai per tutta la sua durata e che mantiene sempre l’utente con un clima di tensione molto elevata… da non consigliare ai piccoli (+18).

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