Tomb Rider Underworld

Quando ci siamo chiesti come fossero mai stati i titoli pionieri del mondo videoludico quali Tomb Rider Pes Resident Evil per citarne solo alcuni sulle console di nuova generazione siamo stati tutti presi dalla frenesia di aspettare con ansia quei giorni con la curiosità di vedere cosa avrebbero potuto generare Ps3 e Xbox360 in merito. Ebbene… se tanto Pes 2008 si è rilevato una cilecca clamorosa un tantinello riassestato dalla versione 2009, di Tomb Rider purtroppo le aspettative createsi si sono rivelate un compito troppo opprimente per la Eidos per confermare le attese di tutti gli appassionati. Trovatomi a testare il gioco sulle avventure dell’ormai famosissima e sempre senza rughe malgrado il tempo passi inesorabilmente Lara Croft è stato essere rimasto più o meno deluso e più o meno soddisfatto in rapporto a quello che ho visto.  Deluso per lo più dal fatto che il titolo (ma questo non potrebbe purtroppo essere altrimenti) ripercorre fedelmente gli scenari i misteri e le situazioni cha già dalla primordiale Psone ci siamo trovati sempre ad affronatere; e mi riferisco in particolare a tutto quel corollario di enigmi e indovinelli che a volte appesantiscono tutto  il gameplay a discapito della fluidità del gioco… Ma se questo può rivelarsi un fattore non  superabile in quanto insito nel dna del tipo di videogioco lo sforzo sarebbe potuto essere rivolto a superare dei piccoli dettagli di superficialità  che in seno alle console di next-gen non avrebbero sicuramente rappresentato un problema. Ciò a mio parere dovuto ad un evidente carenza di perfezionismo da parte degli sviluppatori nel ricercare il dettaglio e la particolarità che oggi invece fungono come veri sparti acque nel  valutare videogiochi trasposti dalle old alle next generation console. Insomma creare titoli performanti al massimo senza limare i problemi e i difetti relativi ai limiti delle vecche console appare quanto meno un pò bruttino. Un esempio per tutti… il mirino automatico al momento di inquadrare i nemici da fronteggiare; quasi fossero oggetti di ferro da agganciare ad una calamita e colpire ripetutamente per quelle 7 – 8 volte; fatto ciò finito tutto; con l’unico obiettivo quello di agganciare il nemico al mirino e non quello di schivare o studiare l’appostamento  del caso in relazione al territorio di battaglia. La delusione però va anche bilanciata con quella soddisfazione immancabile di vedere lo spettacolo delle potenzialità di Ps3 e 360 al servizio dello scenario che in questo caso un Tomb Rider offre per tipologia di storia e avventura proposta; ammirare la nostra Lara iniziare le sue peripezie nel bel mezzo dell’oceano comodamente in relax nel suo yacht privato è un vero spettacolo per gli occhi. Lo scenario proposto dal paesaggio e non solo (e mi riferisco alle grazie della ragazza) è un vero piacere…. e Ps3 (console  testata) devo dire che assolve a ciò con pieno merito e superbia. La potenza del cell non si discute e i pixels ne sono una testimonianza esplicita. Una nota piacevole è la complessità e la varietà di opzioni proposte dal palmare di Lara interrogato ogni volta ci si trovi in difficoltà; con in più l’aggiunta gradevole dello scan del territorio sul quale di volta in volta ci si trova ad operare, con relativa posizione della protagonista e della morfologia dello scenario. Che conclusioni fare? Proviamo a dare un voto allora… 6 nel valore e nel significato che ne dava il nostro caro maestro alle elementari; una sufficienza piena per la bellezza delle trasposizioni che le console di next.gen offrono su un’avventura del genere… ma anche una valutazione che non va oltre per il difetto di un approfondimento che prorpio Ps3 e Xbox360 avrebbero meritato in considerazione della loro notevole potenza

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